venerdì 1 marzo 2013

Alla scoperta di… Thomas Wolfe



Pur essendo riconosciuto come l'ispiratore di Jack Kerouac e l'anticipatore della beat generation, oggi Thomas Wolfe è stato quasi relegato nel dimenticatoio, e in Italia le sue opere sono reperibili solo nei mercatini dell'usato.

Eppure nella sua breve vita (38 anni) ha lasciato un segno importantissimo per la letteratura americana. Nato in un paesino montano della North Carolina il 3 ottobre del 1900, Wolfe cresce in una famiglia borghese ma disfunzionale, tra una madre impegnatissima come agente immobiliare e un padre incisore di lapidi e grande bevitore.
Minore di 8 figli, Thomas soffrì molto per la perdita del fratello Grover. Presto la famiglia si trasferì per gestire una pensione, e Thomas mal digerì la nuova sistemazione, sentendosi trascurato e intimorito dai pensionanti. Per sfuggire alla solitudine, si rifugiò nella lettura dei classici, dalle tragedie di Shakespeare ai romanzi di Dickens.

Cresciuto, studiò e si laureò ad Harvard, tentando quasi subito di sfondare nel mercato letterario come scrittore o, in subordine, come autore teatrale a Broadway. A parte qualche racconto apprezzato da critici e colleghi, i suoi primi tentativi fallirono, e dopo tre anni a inseguire editori e impresari partì per l'Europa, dove viaggiò tra l'Inghilterra, la Svizzera e l'Italia.

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Al ritorno incontrò Aline Bernstein, che sarebbe stato l'amore della sua vita, e iniziò a scrivere "Angelo, guarda il passato", un'opera autobiografica, romanzo fiume ispirato alla sua infanzia in North Carolina.  In questo periodo – siamo nel 1928 – Wolfe fa un altro incontro che gli cambia la vita, quello con Maxwell Perkins, il più famoso editor dei tempi, l'uomo dietro i successi di Hemingway e Scott Fitzgerald. Perkins prese il romanzo, che nella versione originale era lungo 1100 pagine e 330.000 parole e lo tagliò ai minimi termini, incentrandolo sull'alter-ego letterario di Wolfe. Il romanzo uscì 11 giorni prima del crollo dei mercati finanziari nel 1929 ed ebbe immediatamente un grande successo.

Perkins suggerì a Wolfe di scrivere un seguito di "Angelo, guarda il passato" (Look Homeward, Angel), e lo convinse a lasciare la Bernstein e la mondanità newyorkese. Wolfe trovò in Perkins non solo un editor in grado di valorizzare il suo talento ma anche una figura paterna, eppure si vide rifiutare una dopo l'altra tutte le bozze per il secondo romanzo, dal titolo provvisorio "The October Fair". La vena letteraria dell'autore subì un blocco sia per i rifiuti di Perkins, sia per le proteste dei suoi familiari, che non avevano gradito il modo in cui erano stati ritratti nel primo romanzo.

Solo nel 1933 Wolfe terminò di scrivere "The October Fair", che nel frattempo era diventata un'opera in più volumi che aveva l'intento di richiamare da vicino "La Recherche" di Marcel Proust. Perkins non accettò neppure la stesura finale, soprattutto per la difficoltà che avrebbe incontrato dal punto di vista commerciale, ma riconoscendone l'alto valore letterario decise di editarlo riducendolo a un singolo volume, che uscì con il titolo di "Of Time and the River" (Il fiume e il tempo).

Il romanzo ebbe un successo ancora maggiore del precedente, ma sancì anche la rottura dei rapporti tra Wolfe e Perkins, a cui l'autore non aveva perdonato la severità e l'intervento finale sull'opera. Partì di nuovo per l'Europa, dove venne inseguito dall'accusa di antisemitismo per alcuni personaggi del suo libro, e tornò solo nel 1936, dopo essere stato bandito dalla Germania nazista. Lasciò l'editore Scribner, per cui Perkins lavorava, e passò ad Harper Bros.

Wolfe riprese a scrivere alacremente, lasciando materiale per due manoscritti di 700 pagine ciascuno che però sarebbero stati pubblicati postumi. Nel 1938, durante un lungo viaggio lungo gli Stati Uniti, fu colpito da una grave forma di polmonite (si dice per aver diviso una pinta di whisky con un barbone, ma probabilmente è solo una leggenda) che si trasformò in tubercolosi cerebrale e lo portò a una rapida morte a 38 anni non ancora compiuti.

Dopo la sua morte vennero pubblicati "The Web and the Rock" e "You Can't Go Home Again", mentre Scott Fitzgerald ricostruì " Lost", il manoscritto originale di "Angelo, guarda il passato". Nel corso della sua vita Wolfe ricevette innumerevoli attestati di stima, nel 1930 venne persino citato nel discorso di accettazione del Nobel per la Letteratura da Sinclair Lewis. Generazioni di scrittori, da William Faulkner a Ray Bradbury, passando per Kerouac che lo venerava, hanno annoverato Wolfe tra i loro punti di riferimento. Per chi volesse approfondire l'opera di Wolfe, in lingua originale le sue opere sono tutte disponibili.

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