giovedì 31 ottobre 2013

Alla scoperta di… "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith (J. K. Rowling)



Esce da noi il 4 novembre Il richiamo del cuculo, per i tipi di Salani, uno dei romanzi più attesi di questo scorcio d'anno. Perché, nonostante la copertina italiana riporti coraggiosamente solo il nome di Robert Galbraith (anche se sicuramente ci sarà una fascetta esplicativa), come nell'edizione originale, dietro "l'esordiente" Galbraith si nasconde J. K. Rowling, la "mamma" di Harry Potter, senza dubbio una delle penne più geniali e talentuose dell'ultimo ventennio.

Interessante la storia che c'è dietro The Cuckoo's Calling. Da tempo la Rowling aveva dichiarato di voler scrivere un poliziesco, anche se spesso sembrava una battuta; poi, quando l'anno scorso uscì Il seggio vacante, i discorsi sul "giallo della Rowling" passarono in secondo piano. E invece lei il suo giallo l'ha scritto, e ha cominciato a mandarlo a diverse case editrici utilizzando lo pseudonimo di Robert Galbraith, un sedicente veterano dell'esercito, oggi impiegato nei servizi di sicurezza privati. Alcuni editori, come Orion Books, l'hanno rifiutato, ma Sphere, un marchio del gruppo Little, Brown & Co. ha deciso di pubblicarlo, e così ad aprile è uscito nelle librerie inglesi.

Il romanzo, che presenta la struttura del noir classico, con un detective privato in cattive acque che si trova ad accettare un caso su cui è inizialmente scettico, per poi ricredersi, ha ottenuto subito critiche favorevoli, anche se a queste non è corrisposto un eguale successo di pubblico (a luglio era al 4.709° posto su Amazon). Poi a luglio il "Sunday Times" ha cominciato a investigare sulla reale identità di Galbraith, e mettendo a confronto il lessico del romanzo con quello di diverse opere della Rowling ha lanciato l'ipotesi che The Cuckoo's Calling fosse proprio opera sua. In realtà si è poi scoperto che il giornale era stato imbeccato da una fonte anonima, la moglie di un avvocato dello studio legale dell'autrice.
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mercoledì 30 ottobre 2013

I libri in uscita in Italia: 1-6 novembre



Robert Galbraith (J. K. Rowling), Il richiamo del cuculo
È il libro più atteso tra quelli in uscita in questo spicchio di anno (anche se molti non hanno resistito e l'hanno già letto in originale). Uscito pochi mesi fa in Inghilterra senza grande promozione, "The Cuckoo's Calling" ha fatto parlare di sé per lo stile ricercato e perché l'autore, Robert Galbraith, era un perfetto sconosciuto.
Più tardi, è stata rivelata la verità. Robert Galbraith non è altri che J. K. Rowling, che si è voluta divertire a scrivere un noir e a pubblicarlo senza l'ansia di dover dimostrare a tutti i costi di essere una delle autrici contemporanee più rappresentative.
Il romanzo segue gli stilemi classici del noir: c'è un misterioso delitto che viene archiviato come suicidio, c'è un investigatore privato dalla vita tormentata, e la sua neoassunta segretaria dal cui punto di vista seguiamo tutta la vicenda. Domani pubblicheremo uno speciale "Alla scoperta di…" sul Richiamo del cuculo.
Salani editore, 464 pp, 16,90 €. In uscita il 4 novembre


Nicola Gardini, Fauci
Insegnante di letteratura italiana a Oxford, e traduttore di Virginia Woolf ed Emily Dickinson, torna con un nuovo romanzo dedicato al mondo della lirica.
È una storia di formazione con protagonista un giovane studente di Lettere, costretto a partire militare quando la leva era ancora obbligatoria, che entra a contatto a Milano con la scalmanata e melomane famiglia Giuffrida, con tanto di cane al seguito.
Feltrinelli, 192 pp., 16 €. In uscita il 6 novembre


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martedì 29 ottobre 2013

In & Out: l'ambientazione



La scorsa settimana abbiamo parlato delle descrizioni, ora cerchiamo di rimanere in tema – prima di passare, nelle prossime settimane, ad affrontare gli In & Out più peculiari dei vari generi – con l'ambientazione, intesa sia come location vera e propria, sia (soprattutto) come elementi ed espedienti usati per veicolare le informazioni e per impostare l'atmosfera dell'opera. 

La tecnologia è Out. Intendiamoci, non vogliamo fare i luddisti della situazione, né dire che non bisogna vivere nel presente. La tecnologia è ovviamente parte integrante del nostro mondo ed è giusto darle lo spazio che merita, ma bisogna evitare di utilizzarla come scorciatoia. Esempio classico: inserire in un romanzo un programma televisivo sulle persone scomparse per dare le informazioni su una sparizione. O, al contrario, la mancanza di tecnologia: un "fallimento di comunicazione" (telefoni che non prendono, linee che saltano) come espediente per creare tensione. In definitiva, pensiamo a quanti grandi classici non sarebbero stati scritti se fosse stata già presenta la tecnologia odierna.

I migliori anni. La botta di nostalgia è Out. Se ambientiamo un romanzo nella Bologna dell'estate 1980, è ovvio che prima o poi ci sarà l'attentato alla Stazione. Se ambientiamo un romanzo nel dicembre del '69 non possiamo non aspettarci Piazza Fontana, e se invece siamo nel '68 troveremo gli studenti a contestare dietro l'angolo. Se ha un senso ambientare un romanzo proprio in quel preciso momento e in quel preciso luogo allora va bene (ma la motivazione deve essere davvero forte), altrimenti si tratta solo di uno sfondo strumentale e prevedibile, perché tutti sanno cosa è successo, non ci si possono aspettare colpi di scena, e soprattutto sono cose già viste centinaia di volte. Tantopiù se l'autore in quegli anni era giovane e approfitta dell'ambientazione per rimpiangerli.

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lunedì 28 ottobre 2013

Che fine ha fatto la Milano Book Fair?



Qualche giorno fa, nel post sugli eventi editoriali di ottobre, segnalavamo la nuova edizione della Milano Book Fair dal 25 al 27 ottobre. Questo post vuole essere un'errata corrige, visto che la fiera non c'è stata, ma anche un momento per interrogarsi sulla fine (ingloriosa?) di quella che aspirava a diventare il secondo salone del libro più importante d'Italia dopo Torino.

L'errore nasce dal sito della manifestazione, che sembra aggiornato, parla dell'edizione 2013 e mette in bella mostra le date "25-26-27 ottobre". Ma è l'unica cosa che riguarda la nuova edizione, a parte un riferimento sulla "preparazione", perché per il resto il sito è fermo a quella 2012, a partire dal programma. E infatti l'edizione del 2013 non si è mai tenuta. Siamo in buona compagnia, visto che decine di altri siti, anche prestigiosi, come Leonardo.it, sono caduti nello stesso errore. Ma il punto non è questo, bensì quello riassunto nel titolo: che fine ha fatto la Milano Book Fair?

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venerdì 25 ottobre 2013

Alla scoperta di… La morte delle api



Questa settimana per la scoperta del venerdì erano in ballottaggio due romanzi. La morte delle api e La donna del peccato, entrambi già segnalati tra le uscite settimanali. Innovativo e quasi d'avanguardia il primo, storiona vecchio stampo il secondo, è inutile dire che sono agli antipodi. Ma noi abbiamo scelto il primo, e presto vi diremo perché.

È il romanzo d'esordio della scrittrice scozzese Lisa O'Donnell, e le ha assicurato la vittoria al Commonwealth Prize 2013. Uscito il 2 gennaio nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ed edito ora da Newton Compton Editori, La morte delle api è stato definito a seconda delle occasioni romanzo sociale, romanzo di formazione, romanzo d'avanguardia, e qualcuno non a torto ha ravvisato tracce di giallo.
Prima di arrivare alla trama, che pure non è da poco, una precisazione: è un romanzo che ha tutti gli elementi del successo da manuale di scrittura americano, ma il loro uso è così sapiente che nulla toglie (anzi, semmai aggiunge) alla qualità letteraria del testo, e questa è una cosa rara. 

Innanzitutto, l'incipit con "botto", come lo definisce la stessa autrice in un'intervista al Telegraph: le sorelle Marnie e Nelly, 15 e 12 anni, trovano i cadaveri dei loro genitori e li seppelliscono in giardino. Dopo di ché, ricominciano a vivere come prima, se non fosse che hanno un segreto da custodire e una vita da portare avanti da sole. Coprotagonista è l'anziano vicino di casa Lennie, scandalo del quartiere per un precedente di pedofilia omosessuale, che trova nel prendersi cura delle ragazze l'unica ragione del suo ultimo anno di vita.
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giovedì 24 ottobre 2013

Consigli di… scrittori: Elmore Leonard



Inauguriamo oggi una nuova rubrica di consigli di scrittura… dati dagli scrittori. Raccoglieremo qui pillole e consigli dai grandi della letteratura di tutti i tempi, cercando di esaminarli anche con occhio critico e vedere se e come si possono sempre applicare. Cominciamo con Elmore Leonard, il maestro del noir scomparso lo scorso agosto, e i 10 consigli che diede nel 2001 al New York Times in un articolo intitolato Easy on the Adverbs, Exclamation Points and Especially Hooptedoodle.

1. Never open a book with weather
Bando al meteo, quando il lettore apre un libro sta cercando delle persone, quindi evitiamo lunghe digressioni sulla pioggia, o sul sole, o sulla neve. A meno che, specifica Leonard, non si voglia parlare della reazione dei personaggi ai fattori atmosferici. E poi ci sono le eccezioni: Leonard parla di Barry Lopez, scrittore e saggista americano che "ha più modi di un eschimese per descrivere il ghiaccio e la neve"

2. Avoid prologues
Sempre perché il lettore vuole conoscere le persone e le azioni. In un romanzo il prologo di solito fa parte della backstory, quindi non è necessario metterlo all'inizio. Spostiamo il prologo a metà. L'eccezione che conferma la regola: il prologo di Quel fantastico giovedì di John Steinbeck, in cui un personaggio dice di voler sentire i personaggi che parlano senza che gli si dica come sono fatti, cosa pensano e tutte quelle cose che distraggono dalla storia.

3. Never use a verb other than "said" to carry dialogue
Questa è una regola che Leonard ha sempre rispettato in tutta la sua produzione, verificare per credere. Tutti gli altri verba dicendi diversi dal "disse" per lui sono intrusivi e distraggono.

4. Never use an adverb to modify the verb "said" (he admonished gravely)
Strettamente collegato al precedente. L'avverbio per modificare un verba dicendi è per Leonard un segno di insicurezza dell'autore. È un "peccato mortale". In un suo romanzo, c'era un personaggio che scriveva romanzi storici "pieni di stupri e avverbi".

5. Keep your exclamation points under control
Per Leonard siete autorizzati a usarne non più di due o tre ogni 100.000 parole. Eccezione: lo stile di Tom Wolfe. In quel caso se ne possono usare a manciate.
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mercoledì 23 ottobre 2013

I libri in uscita in Italia: 24-31 ottobre



Simonetta Agnello Hornby, Via XX Settembre
L'uscita di un nuovo romanzo dell'autrice anglo-italiana rientra ormai nel classico ciclo editoriale italiano, assieme a quei pochi altri scrittori che sfornano le loro (attese) opere a ritmo costante.
Via XX Settembre è la storia della famiglia dell'autrice, e del trasferimento da Agrigento a Palermo quando lei aveva tredici anni. E la vera protagonista è la Palermo ancora scossa dalla guerra, e divisa tra gli antichi fasti e la speculazione edilizia.
Feltrinelli, 240 pp., 18 €. In uscita il 30 ottobre.

 C. Lynn, K. Martin, La donna del peccato
Alla fine del XIX secolo, il consiglio comunale di New Orleans prende la storica decisione di creare un quartiere a luci rosse, Storyville.
Da questo episodio storico caduto nel dimenticatoio, le autrici tracciano un ritratto affascinante della Louisiana a cavallo tra due secoli, intrecciando romanzo e storia vera, con personaggi realmente esistiti come la stessa protagonista, Mary Deubler, che da prostituta di strada diventerà una delle "madame" più potenti di Storyville.
Newton Compton Editori, 384 pp., 9,90 €. In uscita il 31 ottobre

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martedì 22 ottobre 2013

In & Out: le descrizioni



Benvenuti al nostro appuntamento di martedì. Oggi si parla di descrizioni, una di quelle cose che o le ami o le odi, ma che per farle devi essere veramente, ma veramente bravo. Tra chi dice che bisogna essere sensoriali, e chi invece resta ancorato alla "vecchia scuola" e ritiene che le imponenti descrizioni "alla Hugo" siano ancora attuali, è difficile trovare un punto di equilibrio.
E voi, che ne pensate?

Il linguaggio cinematografico. Out. Da quando esiste l'audiovisivo, lo scrittore si strugge per raggiungere con le parole gli effetti dello schermo, magari aggiungendoci anche la terza, quarta e quinta dimensione. Ma se per secoli si sono scritte splendide descrizioni senza cinema e tv, be' qualcosa vorrà pur dire: che letteratura e cinema sono due forme diverse, ed è inutile cercare di arricchire l'una imitando l'altra, perché l'unico effetto sarebbe quello di una brutta copia.

Nuovi punti di vista. In. Provare a vedere il mondo con occhi diversi, quelli magari dei nostri personaggi, e produrre così descrizioni che aprono nuove strade alla narrazione: un po' come il barone calviniano, che poi altro non era che un bambino a cui non piacevano le lumache. Come sempre in ogni "in", c'è un però: attenzione a non farlo diventare un gioco di prestigio stilistico, perderebbe ogni senso.
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lunedì 21 ottobre 2013

Ebook da leggere: "Cose nostre. Malavita" di Tonino Benacquista



Leggendo il romanzo Cose Nostre. Malavita di Tonino Benacquista, bastano poche pagine per capire come mai è stato così presto trasportato sullo schermo, in un film di Luc Besson con un cast di primo livello (basti citare Robert De Niro e Michelle Pfeiffer). Nel libro c'è già tutto quello che serve a farne una sceneggiatura di successo: personaggi eccentrici, misteri, colpi di scena, sparatorie, dialoghi pungenti e quant'altro.

Ma sarebbe riduttivo descrivere il libro come una mera sceneggiatura in forma di romanzo, perché il francese di chiare origini italiane Tonino Benacquista ha uno stile asciutto e ironico, e dà un taglio originale alla vicenda. Sì, perché si tratta di una storia di mafia, ma grazie all'ambientazione francese e allo sguardo "europeo" dell'autore, non è "la solita storia di mafia".

I Blake, appena trasferitisi in Normandia, sembrano una famiglia americana come tante: lui è uno scrittore che sta facendo ricerche per un libro sullo Sbarco, sua moglie si occupa di beneficenza, i due figli vanno a scuola. A questo punto gli eventi che seguono – un incendio, altri episodi di violenza, un idraulico insolente che si ritrova con i polsi rotti – potrebbero innescare un giallo, se non fosse che ci viene rivelato subito, anche se gradualmente, che Fred Blake è in realtà un pentito di mafia che l'FBI ha mandato fino in Francia per scampare alla vendetta delle famiglie di Cosa Nostra.

A ottobre regalatevi una valutazione gratuita



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Per i vecchi e per i nuovi lettori, per chi ha già partecipato e per chi non sa di cosa si tratta, torna la promozione del Service editoriale il Quadrotto che fornisce una valutazione gratuita per un mese, per tutti i manoscritti che ci arriveranno in redazione. Non è Natale, non è Pasqua, magari non è neppure il vostro compleanno, ma chi l'ha detto che anche a ottobre non potete farvi un regalo? Scrivete e inviateci il vostro materiale. Avete tempo fino al 1 novembre!


Fino al 1 novembre chi lo desidera potrà inviare il proprio testo (racconti, romanzi, poesie, saggi) al Quadrotto e riceverà, nel più breve tempo possibile, una valutazione gratuita. Si tratta di un'iniziativa già testata, che nelle precedenti edizioni ha riscosso un particolare apprezzamento da parte degli autori, esordienti e non, che ci seguono numerosi.

venerdì 18 ottobre 2013

Alla scoperta di… "Il testamento Disney"



Il testamento Disney è, in maniera dolorosamente fortuita, il testamento di Paolo Zanotti, scrittore e saggista novarese morto l'anno scorso ad appena 41 anni. E, all'interno della sua produzione narrativa, Il testamento Disney rappresenta la vetta della maturità artistica e un anticipo, destinato purtroppo a rimanere tale, di quello che sarebbe potuto essere.
Questo romanzo, pubblicato postumo da Ponte alle Grazie, è molte cose, in una stratificazione di livelli e significati che a volte lascia disorientato anche il lettore più esperto.

Innanzitutto è un romanzo generazionale e di pseudo-formazione: nelle battute iniziali ricorda il Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi – e tutti i suoi vari epigoni degli anni '90 – per il modo in cui ci mostra un gruppetto di amici. Certo, lì erano adolescenti e qui ventenni-e-rotti (prossimi alla "trentennificazione", per usare il termine dello stesso Zanotti abbondantemente saccheggiato da quarta di copertina e sinossi), lì i riferimenti culturali erano al rock di quegli anni, qui al sempiterno mondo Disney, ma c'è comunque lo sguardo ironico e malinconicamente affettuoso nei confronti di una generazione che non sa come affrontare il passaggio verso l'età adulta, e a malapena sa come relazionarsi con i propri coetanei. Questo gruppo si ribattezza quindi con i nomi degli eroi Disney, sempre uguali a se stessi, con un mondo dalle regole precise e che, soprattutto, non invecchiano mai.
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giovedì 17 ottobre 2013

Ebook da leggere: I Cuccioli Magici



A Misty Wood vivono tante creature magiche, ognuna con un compito preciso per rendere più bello quel luogo fatato. Ci sono i Gattini che hanno il compito di decorare le ragnatele con gocce di rugiada, i coniglietti che fanno sbocciare i fiori, i cagnolini che agitando la coda diffondono il polline, e i topolini che creano cuscini per riposare. E poi i ricci, i tassi, i gufi e gli scoiattoli.

I "Cuccioli magici di Misty Wood" è una serie di libri per bambini creata da Lily Small e pubblicata in Italia da Newton Compton. Oggi escono in tutte le librerie i primi quattro volumi della seria: Chloe la gattina, Bella la coniglietta, Paddy il cagnolino e Mia la topolina. L'età di lettura è sotto i 6 anni.

In ognuno di questi episodi, il cucciolo protagonista si troverà ad affrontare una sfida che metterà a dura prova le sue capacità: così Chloe la gattina dovrà aiutare un piccolo topolino a ritrovare la strada di casa, Bella la coniglietta incontrerà una coccinella con una macchia sola che si vergogna a esibirsi in pubblico, Paddy il cagnolino deve resistere alla tentazione di scoprire cosa ha ricevuto in regalo per il suo compleanno, e Mia la topolina passa in rassegna Misty Wood alla ricerca di qualcosa che inizia per C… ma che non ricorda cos'è!



mercoledì 16 ottobre 2013

I libri in uscita in Italia: 17-23 ottobre



Lisa O'Donnell, La morte delle api
Marnie è una quindicenne di Glasgow, figlia di una coppia di tossici. Sua sorella Nelly, dodici anni, vive in un mondo tutto suo. Accanto a loro vive Lennie, un vecchio omosessuale angariato dai vicini.
Sono loro le tre voci che raccontano un anno di vita, dal momento in cui i genitori di Marnie e Nelly muoiono e le ragazze decidono di seppellirli in giardino fingendo che siano partiti.
Newton Compton, 352 pp, 12€. In uscita il 17 ottobre.


Andrea Vitali, Di Ilde ce n'è una sola
Nuovo romanzo di Vitali, una delle voci più prolifiche e al tempo stesso discrete della scena letteraria italiana.
Come spesso accade nelle sue storie, siamo in un paese di provincia, sulle sponde del Lago di Como, e per la precisione a Bellano. Siamo nel 1949, in piena (e accesa) campagna elettorale per il comune, quando una giovane misteriosa viene trovata senza biglietto sul treno e fatta scendere proprio alla stazione del piccolo paesino.
Garzanti, 160 pp, 14,90 €. In uscita il 21 ottobre

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martedì 15 ottobre 2013

In & Out: gli incipit



Oggi gli In e Out ci portano in un campo minato, quello degli incipit. Non a caso abbiamo scelto tutti esempi che amiamo alla follia, perché crediamo che categorizzare un incipit sia di per sé un'operazione pericolosa e da prendere con le pinze. Ma del resto come sempre si fa per parlare, e questo è ciò di cui vorremmo discorrere oggi con voi. 


"Nel mezzo del cammin di nostra vita" Out. In altre parole, una storia vera, la tua. Il che non vuol dire che non possiate raccontarla, la vostra storia vera, ma abbiate la cautela di capire che non sarà questo, il fatto che sia vostra, e vera, a renderla speciale. Almeno non agli occhi del lettore. Scavate, e vedrete che qualcosa di meglio verrà fuori.

"Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche" In. Ossia, prendiamola alla lontana, come una variante del ramo del lago di Como. Questo è contro tutte le scuole di scrittura/marketing secondo cui bisogna prendere il lettore tutto e subito; be', noi siamo convinti che un bravo scrittore possa e debba farsi distinguere anche dalla pazienza e dalla calma con cui ci parla.
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lunedì 14 ottobre 2013

Scrivilo per noi: "Light & Hope" di Rossella Modugno



Per l'appuntamento Scrivilo per noi, quello con i vostri contributi, ci fa piacere ospitare oggi Rossella Modugno, giovane autrice che in questi mesi si sta cimentando con la scrittura di una trilogia fantasy, e ci racconta di cosa si tratta a partire dal primo volume, Light & Hope.

Il mio primo libro, Light & Hope, fa parte di una trilogia che ho chiamato The Stronghold Saga per via del luogo in cui si svolge gran parte della vicenda, una Roccaforte nanica ricavata da alcune montagne, perfettamente mimetizzata all’esterno, in cui vivono nani, umani ed elfi.
I motivi per cui ho scelto la strada del self-publishing attraverso Amazon (e in formato ebook) sono molteplici: in primo luogo la lunghezza del testo, troppo poco per un investimento da parte di una casa editrice e troppo poco per una edizione cartacea; inoltre riguardo alla suddetta ipotetica casa editrice non ero affatto sicura che avrei trovato qualcuno disposto a investire sulla mia idea, forse non molto popolare di questi tempi, come ultimo motivo, last but not least, c’è il fatto che avevo bisogno di un feedback diretto, senza mediazione, tra me e i lettori, e l’unico modo era poter gestire statistiche, prezzi, promozioni e leggere personalmente ogni più piccolo parere o recensione, non importa se positivi o negativi.
La mia scelta ultimamente è poco consigliata, dando uno sguardo ai blog letterari che si occupano di recensioni o promozioni sembra infatti che gli autori auto pubblicati siano un po’ come le presunte streghe dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum: ce ne sono troppi, praticamente ovunque, molti meritano di fare una brutta fine e pochi si salvano dalla mannaia dell’aspro giudizio critico del recensore di turno, sempre che costui accetti di recensire una cosetta autoprodotta, autorevisionata e autopromossa.
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venerdì 11 ottobre 2013

La scrittura secondo Alice Munro



Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2013, nona donna nella storia e prima canadese. Ma chi è Alice Munro? La "regina del racconto breve contemporaneo" è nata nel 1931 e ha conosciuto il successo oltre i confini nazionali solo alla fine degli anni '70, affermandosi per le sue storie intime e minimaliste. La sua vita si è sempre svolta nella tranquilla provincia canadese tra scrittura, famiglia e servizi in casa, come non manca mai di ricordare.
Cerchiamo di saperne di più su di lei e sulla sua scrittura riprendendo alcuni brani di due interviste alla Munro, dalla "Paris Review" e dal "New Yorker".

Fa mai leggere le sue storie a qualcuno mentre le sta scrivendo?
No, solo quando sono finite.

E come si relaziona con gli editor?
La mia prima vera esperienza di editing è stata al New Yorker. Prima avevo solo fatto un po' di correzioni seguendo dei consigli, niente di che. Ci deve essere un accordo tra l'editor e me sul tipo di cose che possono succedere. Un editor che pensa che nelle storie di William Maxwell non succeda niente, per esempio, non può fare al caso mio. Inoltre deve avere un occhio molto attento per i modi in cui posso smarrirmi. Chip McGrath del New Yorker è stato il mio primo editor, ed era bravissimo. Una volta ho riscritto una storia intitolata "La stagione dei tacchini" che lui aveva già acquistato. Pensavo che avrebbe semplicemente accettato la nuova versione e invece no. Disse: "Be', ci sono cose che mi piacciono di più nella nuova versione e cose che mi piacciono di più nella vecchia. Perché non le vediamo?". Quindi ci siamo messi insieme a lavorare e ne è uscita una storia migliore, credo.
[…]
La mia prima storia pubblicata sul New Yorker è del 1977. Ma avevo cominciato a spedire storie alla rivista già negli anni '50, poi avevo smesso e le avevo mandate solo alle riviste canadesi. Il New Yorker mi mandava delle lettere, però, informali, mai firmate. Non erano proprio incoraggianti.
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mercoledì 9 ottobre 2013

Premio Nobel per la Letteratura 2013: il vincitore è Alice Munro



È di nuovo una donna, dopo Doris Lessing nel 2007 ed Herta Muller nel 2009 a ricevere il più ambito premio letterario al mondo.
Alice Munro.  Classe 1931, nata in Ontario da una famiglia di allevatori, è la voce più importante della letteratura canadese. Vincitrice per tre volte del Governor's general Award, il premio letterario per eccellenza in Canada, è apprezzata in tutto il mondo per i suoi racconti intimisti molto apprezzati da critica e lettori, pubblicati non solo in raccolte ma anche sulle prestigiose riviste statunitensi New Yorker e The Paris Review. Tra le sue raccolte più famose: Il sogno di mia madreNemico amico amanteIn fuga (vincitore del Giller Prize nel 2004), La vista da Castle Rock.
In Italia le sue raccolte di racconti sono pubblicate da Einaudi.

Nella motivazione del Nobel, la Munro è stata definita "maestra del racconto breve contemporaneo".
Lo scorso giugno l'autrice aveva annunciato la decisione di ritirarsi perché "Alla mia età non vuoi più essere sola come uno scrittore deve essere".

Premio Nobel per la Letteratura 2013: gli altri candidati


Domani mattina l'Accademia Svedese comunicherà il nome del vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2013. Come si sa, non esistono delle candidature ufficiali al Nobel, ma ci sono comunque dei parametri di varia natura che di anno in anno permettono di restringere il campo e selezionare dei favoriti – anche se poi quasi mai ci si azzecca. Quest'anno si sono fatti, tra gli altri, i nomi dei cantautori Bob Dylan e Roberto Vecchioni, ma sembrano scelte quantomai azzardate. Piuttosto, il 2013 potrebbe essere l'anno degli americani, o almeno degli anglofoni, visto che l'ultimo autore di lingua inglese a vincere il premio è stata Doris Lessing nel 2007, mentre per trovare l'ultima americana dobbiamo arrivare al 1993 con Toni Morrison. Ecco quindi i nostri favoriti.

Joyce Carol Oates. Nei suoi 75 anni di vita e 50 di attività letteraria qualcuno le ha assegnato il titolo di grafomane, ma dal momento che mai la qualità dei suoi innumerevoli scritti ha perso un colpo, chissà che non possa guadagnarsi anche il Nobel.
Parte della critica l'ha affiancata all'iper-realismo di J. Franzen, ma i suoi racconti e le sue poesie non sono da meno rispetto ai romanzoni d'altri tempi. Soprattutto, per chi ami la scrittura quanto la lettura, non si può fare a meno di restare affascinati dalle sue interviste e le sue lezioni, quando con la sapienza di un editor e la passione di un'autrice smonta e rimonta tutti i pezzi delle sue storie. Per farvene un'idea, date un'occhiata alla Paris Review. Se qualcuno invece ancora non la conoscesse, sappiate che definire la sua opera enciclopedica sarebbe un eufemismo e scegliere il suo romanzo più famoso una follia, tanto nel 2003 che qualcuno ha pensato bene di pubblicare un articolo dal titolo "Joyce Carol Oates for Dummies". Al momento, Blonde e Le cascate sono i più amati, ma noi vi consigliamo anche La figlia dello straniero.
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martedì 8 ottobre 2013

In & Out: la voce dell'autore



Chi ci segue già da tempo ricorderà che di questo abbiamo già parlato lo scorso anno, con i consigli di un talent scout. Ma se allora ne abbiamo discusso diffusamente, stavolta vogliamo darvi qualche consiglio schietto e rapido.



La prima persona. È In, purché non parli di sé. Com'è possibile? Be', prendete a mo' di esempio Il Grande Gatsby o Cime tempestose. Una prima persona che parla di sé puzza di autobiografismo, e in questo caso renderla interessante diventa davvero difficile. Ma se al contrario la prima persona serve a dare una visione complessa degli eventi che circondano il personaggio/io narrante allora avanti tutta!

Il giudizio dell'autore. Out. Non ci riferiamo solo a quei momenti in cui la voce narrante interviene per lunghi periodi, ma anche a tutte quelle interferenze della durata di un aggettivo o di un avverbio che vogliono parlare al posto dei personaggi e degli avvenimenti. Se proprio non potete farne a meno di dare un messaggio, lasciate che il lettore lo capisca da solo. E comunque, che sia un punto di vista più che un giudizio sic et simpliciter.

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lunedì 7 ottobre 2013

Le classifiche dei libri più venduti in Italia



Lunedì, giorno di classifiche. Questa settimana restiamo in Italia, e scopriamo quali sono i libri più venduti secondo la classifica Nielsen Bookscan per Tuttolibri.

1) Sveva Casati Modignani,  Palazzo Sogliano, Sperling & Kupfer 
Regina dei bestseller sentimentali tra gli anni '80 e '90, Sveva Casati Modignani ancora oggi conquista la vetta della classifica. Dietro il nome altisonante si celavano Bice Cairati e Nullo Cantaroni, marito e moglie. L'uomo è scomparso nel 2004, ma Bice Cairati continua a sfornare romanzi di successo.

2) Marco Malvaldi,  Argento vivo, Sellerio 
Ormai presenza fissa nelle classifiche, Marco Malvandi conquista il secondo posto a pochi giorni dall'uscita del suo nuovo romanzo, un giallo atipico con una galleria eterogenea di personaggi che conferma Malvaldi come l'erede di Camilleri.

3) Benedetta Parodi, È pronto! Salva la cena…, Rizzoli 

4) Joel Dicker, La verità sul caso Harry Quebert, Bompiani 
Vero e proprio caso letterario di questa seconda metà dell'anno, il romanzo dello svizzero Quebert (di cui ci eravamo occupati in anteprima) non accenna a voler lasciare la classifica dei libri più venduti.

5) Corrado Augias e Marco Vannini, Inchiesta su Maria, Rizzoli 

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venerdì 4 ottobre 2013

Gli eventi culturali a ottobre



Tanti gli eventi culturali di questo mese, a partire dalla prestigiosa Fiera Internazionale del libro di Francoforte.
Anche in Italia tra festival e fiere non mancano gli appuntamenti per gli appassionati di libri.


L'appuntamento culturale più importante del mese di ottobre è senza alcun dubbio la Fiera Internazionale del libro di Francoforte (dal 9 al 13 ottobre), la più prestigiosa fiera del libro europea. I primi giorni l'accesso alla "Buchmesse" è riservato esclusivamente agli operatori del settore (editori, agenti letterari, grandi distributori) mentre sabato 12 e domenica 13 la Fiera è aperta anche al pubblico, per cui sono organizzati migliaia di eventi letterari come reading e spettacoli culturali. Quest'anno l'"ospite d'onore" è il Brasile, un Paese ricco di contraddizioni e di voci che sanno raccontarle in modo originale.
Tanti gli appuntamenti anche in Italia. Dal 4 al 6 ottobre consueto appuntamento a Ferrara per il Festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale e dal Comune. 198 ospiti provenienti da 4 continenti, 30 Paesi, 45 testate, 149 incontri e oltre 250 ore di programmazione: questi i numeri di un festival che nelle scorse edizioni ha registrato un enorme successo di pubblico (66mila presenze nel 2012). Ovviamente molti incontri sono con professionisti del giornalismo, ma ci sarà spazio anche per anteprime cinematografiche, laboratori per bambini, presentazioni di libri e workshop.

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