venerdì 29 agosto 2014

Libri all'Aria: Festival dell'editoria a Fregene dedicato a Giorgio Faletti


Ieri pomeriggio è stato inaugurata a Fregene la prima edizione di "Libri all'Aria", il Festival del libro e dell'editoria dedicato a Giorgio Faletti, scomparso lo scorso 4 luglio. Fino a domenica 31 agosto, il litorale romano ospiterà diversi appuntamenti, con molti incontri e presentazioni.

Il Festival non poteva che cominciare con un omaggio allo scrittore di Asti, la cui recentissima morte è stata un duro colpo per tutti i suoi lettori e per chi ha sempre apprezzato la sua eclettica carriera. Alla moglie Roberta Bellesini è stata consegnata una targa di commemorazione per l'artista. "Sarà un modo per ricordare non solo lo scrittore di successo, ma anche l'uomo straordinario che era Giorgio" ha dichiarato Daniela Poggi, assessore alla Cultura del comune di Fiumicino.

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giovedì 28 agosto 2014

Il caro libri al tempo del web e degli ebook


Con martellante puntualità, le spese per i libri scolastici ogni anno monopolizzano le preoccupazioni di moltissime famiglie italiane. La fine dell'estate coincide con l'inizio della scuola e il problema di dover fronteggiare il cosiddetto caro libri costringe di volta in volta a cercare soluzioni differenti.

Recentemente una possibilità di respiro è offerta dal mercato online dei libri scolastici, una realtà che per necessità si è fatta sempre più vivida e frequentata. Gli store online propongono testi nuovi scontati al 15%, ma è sui social network che genitori e studenti si impegnano a trovare le occasioni più vantaggiose. Non ci sono più soltanto i mercatini improvvisati nei parcheggi delle scuole, con i portabagagli pieni di libri di cui disfarsi e con cui far cassa per comprarne di nuovi. Dalle scuole medie fino alle università, le pagine e i gruppi Facebook dedicati alla compravendita dei testi continuano ad aumentare e a costituire un'ancora di salvataggio per molti.

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mercoledì 27 agosto 2014

Classifiche: i libri più venduti negli Stati Uniti


Anche nei mesi estivi fa sempre bene mantenersi aggiornati su cosa succede dall'altra parte dell'oceano. Torniamo dunque a parlare dei best-seller degli Stati Uniti affidandoci alla classifica del New York Times. 


1) Diana Gabaldon, Outlander
Da sole tre settimane in classifica, la scrittrice dall'Arizona giunta al successo con la saga di Claire Randall si mantiene saldamente al primo posto, grazie all'uscita dell'ottavo volume del ciclo inaugurato nel 1991 con La straniera, intitolato Written in my own heart's blood. In questo nuovo capitolo proseguono le avventure dell'infermiera britannica catapultata indietro nel tempo fino al 1743.

2) Debbie Macomber, Love letters
Più di 150 romanzi rosa pubblicati, oltre 60 milioni di copie vendute con un incremento annuo del 25%. A molti possono sembrare solo freddi numeri che hanno poco a che fare con la letteratura, ma lo straordinario successo di Debbie Macomber, che grazie al sogno di diventare una scrittrice ha affrontato la dislessia, passa anche e soprattutto attraverso queste cifre. Una considerazione eccezionale da parte del pubblico, che si presenta puntuale anche a questo nuovo appuntamento.

3) Liane Moriarty, Big little lies
In una graziosa scuola elementare vicino al mare tutto sembra procedere per il meglio. Come mai, dunque, durante la festa annuale si scatena una rissa? E perché la gente urla? Un genitore è morto, forse un omicidio, oppure un incidente. L'autrice australiana torna con una storia madri e figli, ex-mariti e seconde mogli, scandali taciuti e piccole bugie che, rivelate, finiscono per far saltare in aria tutte le apparenze fin lì sapientemente costruite.

4) James Rollins, The 6th extinction

5) Haruki Murakami, Colorless Tsukuru Tazaki and his year of pilgrimage

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martedì 26 agosto 2014

Consigli di... scrittori: J.K. Rowling

L'estate non è ancora finita ma su Libri al Quadrotto si torna a parlare di scrittura. E qual è il modo migliore per farlo se non attraverso i consigli dei grandi maestri? Oggi ci occuperemo insieme di ciò che J.K. Rowling ha dichiarato sul proprio lavoro di scrittrice, tra abitudini, metodo, segreti e trucchi del mestiere. Se tra di voi c'è più di un potteriano convinto o se riconoscete, in generale, all'autrice britannica una indubbia competenza in materia, fate bene attenzione. 

Writing for me is a kind of compulsion
Spesso gli scrittori contribuiscono a ingrandire attorno a sé un'aurea di predestinazione, come se la scrittura fosse stata l'unica via praticabile. J.K. Rowling, senza grandi ricami, ha ammesso di scrivere dalla tenera età di sei anni, quasi fosse stata costretta a farlo e ne avesse sentito il doveroso bisogno. "Non so dire da dove è venuto il desiderio. L'ho sempre avuto." Visti i numerosi rifiuti a cui l'autrice andò incontro prima di pubblicare la saga che l'ha resa famosa in tutto il mondo, un primo e fondamentale insegnamento è che la tenacia e l'insistenza possono rivelarsi basi imprescindibili per questo lavoro.

Read as much as you can
Senz'altro non è la prima scrittrice a dirlo, ma si tratta di consiglio talmente importante che la ripetizione in questi casi aiuta, anche perché troppo spesso nelle persone il desiderio di diventare scrittori nasce prima della passione per la lettura. A dei bambini che le chiedevano dei consigli su come diventare degli scrittori, la Rowling ha detto di leggere il più possibile. "Jane Austen diede a un amico lo stesso consiglio, perciò sono in buona compagnia".

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lunedì 25 agosto 2014

Libri in uscita in Italia a settembre

Sara Rattaro, Niente è come te
La scrittrice genovese si è fatta conoscere dal grande pubblico grazie al successo di Non volare via, primo romanzo pubblicato con Garzanti. Adesso torna in libreria con la storia di Margherita, una ragazza di quindici anni che racchiude tutta la propria vita in un bagaglio per partire alla volta dell'Italia, il Paese in cui è nata e dove ad aspettarla c'è Francesco, suo padre. Dopo essere stato per anni lontano dalla figlia che sua moglie gli portò via scappando in Danimarca, l'uomo si ritrova davanti un'adolescente che deve imparare a conoscere e con la quale deve allo stesso tempo imparare a conoscersi nel ruolo di genitore.
Garzanti, pp. 200, 14,90 euro. In uscita il 4 settembre

Carla Vistarini, Se ho paura prendimi per mano
Un tempo Smilzo era un analista finanziario di successo, ma ora è un barbone. La sua vita sembra dover essere caratterizzata soltanto dal fallimento, finché un giorno al supermercato non assiste a una rapina dove viene uccisa una donna. La bambina di quest'ultima assiste scioccata alla morte della madre e, proprio mentre un energumeno tenta di rapirla, Smilzo trova la forza di prenderla con sé e di scappare. Inseguito da una banda di criminali per tutta Roma, riesce a costituire uno strano gruppo di protezione insieme a un prete e a un vecchio professore universitario, con i quali tenterà di dare alla bambina un futuro migliore.
Corbaccio, pp. 200, 14,90 euro. In uscita l'11 settembre

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mercoledì 13 agosto 2014

Il meglio di Consigli di scrittori: Robert A. Heinlein


Riprendiamo i consigli d'autore con un appuntamento dedicato espressamente alla sci-fi, con i cinque consigli di Robert Heinlein, maestro della fantascienza e autore di Straniero in terra straniera e Starship Troopers. Heinlein non ha mai avuto problemi a divulgare questi consigli, nonostante di fatto servissero a formare i suoi diretti concorrenti, perché era consapevole che ben pochi li avrebbero seguiti tutti. I cinque consigli in questa formulazione sono stati raccolti da Robert J. Sawyer, l'autore di Flash forward, che ne ha aggiunto un sesto di sua ideazione.

1) You must write
Sembra fin troppo ovvio, ma la prima cosa da fare per diventare uno scrittore è scrivere. Non basta sognare di diventare un giorno un autore di best-seller, e neanche frequentare corsi e leggere manuali. Bisogna scrivere. Non avete tempo? Non è una scusa, se scrivere è la vostra vocazione, il tempo si trova a costo di sacrifici.

2) Finish what you start
Quanti romanzi incompleti avete nel cassetto? Mollare dopo poche (o molte) pagine, è un errore perché non vi farà imparare niente. Solo quando avrete davanti una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine potrete vedere facilmente cosa funziona e cosa no. L'inizio sembra insignificante? Magari cento pagine più avanti assumerà un altro senso. E solo completando l'opera potrete esercitarvi su cose tipo la trama, la suspense, o l'arco di trasformazione del personaggio.

3) You Must Refrain from Rewriting (Except for Editorial Order)
Evitate di riscrivere di continuo il vostro romanzo. A costo di litigare con gli insegnanti di scrittura creativa, che dicono di riscrivere sempre, è meglio invece darsi un limite. Certo, non bisogna fermarsi a una prima stesura grezza, piena di refusi e di incongruenze. Ma dopo aver sistemato queste cose, basta così, anche perché quasi mai l'autore è obiettivo su ciò che va cambiato nella sua opera, quindi meglio darla in lettura a un'altra persona. Inoltre, se il vostro romanzo è vagamente pubblicabile, sarà l'editore a decidere di farlo sottoporre a un editing.
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martedì 12 agosto 2014

Il meglio di In & Out: Storie e Backstory

I consigli di scrittura in pillole di oggi parlano della storia del personaggio, quella che viene raccontata nel libro ma anche quella che non viene raccontata. I manuali di scrittura americani insistono molto sull'importanza di avere una backstory: ogni personaggio, o almeno i protagonisti, a loro detta, dovrebbe avere un passato che lo renda interessante a 360 gradi. Ed è così che sempre più spesso in un punto più o meno avanzato del libro viene fuori un flashback, o un dialogo rivelatore, che mostrano al lettore l'evento traumatico nel passato del personaggio. 
Ma siamo sicuri che questa sia davvero la strada giusta? Che basti un momento narrativo a fare un personaggio. Noi la pensiamo diversamente, riteniamo ogni personaggio portatore di una verità, ed è quella che lo scrittore deve tirare fuori. Ecco allora i nostri In & Out di oggi.

Il trauma infantile. Out, soprattutto quando invece che dare profondità al personaggio lo appiattisce, tendendo a spiegare ogni sua caratteristica con un solo, unico evento che gli ha cambiato la vita. Anche perché, del resto, di traumi infantili ognuno ha i suoi e non è il caso di giudicare qual è il più grave.


Il prologo-backstory. In, ma con qualche riserva. Quando la backstory non è una sorpresa che spunta fuori a spiegare tutto ma il motore stesso della storia, ed è dichiarata fin dall'inizio, allora va bene. Naturalmente, il patto è che poi ci sia coerenza con l'evolversi della trama, e che il prologo non sia solo un trucco per tenere il lettore agganciato con un mistero che poi non porterà a niente.


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lunedì 11 agosto 2014

Il meglio di 5 Tips: i dialoghi

Le velleità letterarie non si assecondano soltanto nelle piovose serate invernali. Arriva il bel tempo e tornano i five tips, la rubrica di Libri al Quadrotto con cui tutti gli aspiranti autori potranno disporre dei più utili consigli per migliorare la qualità della propria scrittura. Oggi vi proponiamo di riflettere su un elemento troppo spesso sottovalutato, se non ignorato, vale a dire l'importanza del dialogo. Dall'efficacia delle battute che farete pronunciare ai vostri personaggi dipendono in buona parte il successo e l'insuccesso dell'opera. Se avete letto Hemingway o Carver sapete di cosa si parla, quindi pronti a prendere appunti.

Listen to how people talk
La letteratura è finzione, ma non per questo i lettori vogliono trovarsi davanti qualcosa di finto. Un buon punto di partenza per capire come far esprimere un personaggio è ascoltare come si esprimono le persone vere mentre parlano e discutono nella vita di tutti i giorni. Prestando attenzione al modo in cui parlano otterrete non pochi spunti per capire come ragionano e troverete senz'altro qualche buona idea per caratterizzare e dare un tocco di realismo ai vostri personaggi.

Realistic doesn't mean real
Trarre ispirazione dalle conversazioni quotidiane non deve condurvi a una mera trascrizione delle battute che ascoltate per strada o che pronunciate voi stessi. Durante il giorno si parla molto e si dicono un bel po' cose che in ambito di scrittura possono risultare superflue: inutile riportare ogni "uhm" o "arrivederci".


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venerdì 8 agosto 2014

Il meglio di: le copertine più belle

È un po' di tempo che non parliamo di copertine, una delle nostre passioni. Rimediamo subito con una rapida carrellata delle più belle cover di questo primo spicchio di 2014. E, tanto per cambiare, le copertine più belle vengono tutte da oltreoceano.

Cerchiamo di scegliere un esempio per ogni categoria di cover. In questo caso abbiamo un mix di testo e grafica. Pochi disegni stilizzati a richiamare il cigno del titolo, e tutto il resto è lasciato al colore di sfondo e alle font utilizzate per titolo e nome dell'autore, assieme alla forma degli spazi in cui è inserito il testo, che richiama la figura di un cigno e dà bene l'idea di un romanzo ambientato nell'alta società alla fine dell'800. Designer: Alex Merto.


In questo caso il testo è minimale, e l'effetto complessivo della copertina (anzi, in questo caso della sovaccoperta) è dato dalle onde stilizzate che richiamano il mare. Il design è di Peter Mendelsund, un vero fuoriclasse nel suo campo.

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giovedì 7 agosto 2014

Il meglio di Alla scoperta di…: Il ritorno di Philip Marlowe

A volte ritornano, e la letteratura – in particolare quella gialla e poliziesca – non è nuova a eroi "resuscitati" dopo la morte del loro autore. Il primo è stato probabilmente Sherlock Holmes, che nel corso dell'ultimo secolo è stato protagonista di numerosi "apocrifi", in particolar modo quando, a 70 anni dalla morte di Conan Doyle, è scaduto il diritto d'autore. È successo anche a Nero Wolfe, che dopo la morte di Rex Stout è stato riportato in vita da Robert Goldsborough e poi da John Lescroart. Infine, come non citare il "nuovo" James Bond che, dopo la prematura scomparsa di Ian Fleming è stato "preso in prestito" da una decina di autori perlopiù sconosciuti, ma anche da un peso massimo come Jeffery Deaver.

Ora tocca a Philip Marlowe, l'icona dell'hard boiled, che torna a sorpresa – a più di 50 anni dalla morte di Chandler – grazie a John Banville, sotto il nom de plume di Benjamin Black. Marlowe, prototipo del detective privato tormentato, duro e alcolista, è stato protagonista di 8 romanzi e 1 racconto di Chandler (l'ultimo romanzo, Poodle Springs Story, pubblicato postumo e completato da Robert B. Parker. In realtà c'è stata un'altra apparizione di Marlowe per mano di un altro autore, visto che Osvaldo Soriano lo ha reso protagonista (assieme a se stesso) di Triste, solitario y final nel 1974, ma difficilmente si può inserire quel romanzo ironico e metaletterario nel ciclo avviato da Chandler.

Ciclo che ora torna inaspettatamente ad arricchirsi di un nuovo titolo grazie a John Banville e al suo La bionda dagli occhi neri, in uscita in Italia il 6 marzo per i tipi di Guanda.
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mercoledì 6 agosto 2014

Ebook da non leggere: Harry Potter in versione Writer 2 epub

Interrompiamo una tantum la riproposizione del meglio del nostro blog per pubblicare un articolo di WAY TO ePUB dedicato agli ebook fatti con Writer 2 epub.

Eravamo in pausa estiva, ma queste righe non potevano aspettare. Eccoci allora con uno speciale agosto dedicato a tutti quelli che ancora pensano che basti un click a fare un libro.

Sei in vacanza e, prima del previsto, finisci il libro che ti eri portato in valigia. Ma poi ti ricordi che hai sempre il buon kobo e decidi di rispolverare qualche vecchia lettura, senza troppo impegno. Salta fuori uno dei libri di Harry Potter, e ti chiedi "perché no?". Cominci, e vedi che sono saltati tutti gli a capo dei dialoghi, a volte anche i simboli dei caporali, e devi sforzarti di capire dalle parole chi sta parlando. Ma vabbè, è un libro scaricato da internet e creato da chissà chi, non sei sicuro che sia la versione ufficiale della casa editrice e chiudi un occhio. Poi vedi qualche refuso, sempre lo stesso a dire il vero, apostrofi mancanti per espressioni "c'era" e "c'erano", ma di nuovo, che ti aspetti da un libro scaricato? Prosegui, mancano anche i corsivi, e così ogni volta che c'è un flashback, una visione (nel volume in questione sono molte), una lettera, devi capirlo da solo. Finché non arriva il finale. L'ultima pagina, una sorta di ex-libris: "Creato con Writer 2 epub, by Luca Calcinai". E capisci tutto.

martedì 5 agosto 2014

Il meglio di In & Out: l'ambientazione

La scorsa settimana abbiamo parlato delle descrizioni, ora cerchiamo di rimanere in tema – prima di passare, nelle prossime settimane, ad affrontare gli In & Out più peculiari dei vari generi – con l'ambientazione, intesa sia come location vera e propria, sia (soprattutto) come elementi ed espedienti usati per veicolare le informazioni e per impostare l'atmosfera dell'opera. 

La tecnologia è Out. Intendiamoci, non vogliamo fare i luddisti della situazione, né dire che non bisogna vivere nel presente. La tecnologia è ovviamente parte integrante del nostro mondo ed è giusto darle lo spazio che merita, ma bisogna evitare di utilizzarla come scorciatoia. Esempio classico: inserire in un romanzo un programma televisivo sulle persone scomparse per dare le informazioni su una sparizione. O, al contrario, la mancanza di tecnologia: un "fallimento di comunicazione" (telefoni che non prendono, linee che saltano) come espediente per creare tensione. In definitiva, pensiamo a quanti grandi classici non sarebbero stati scritti se fosse stata già presenta la tecnologia odierna.

I migliori anni. La botta di nostalgia è Out. Se ambientiamo un romanzo nella Bologna dell'estate 1980, è ovvio che prima o poi ci sarà l'attentato alla Stazione. Se ambientiamo un romanzo nel dicembre del '69 non possiamo non aspettarci Piazza Fontana, e se invece siamo nel '68 troveremo gli studenti a contestare dietro l'angolo. Se ha un senso ambientare un romanzo proprio in quel preciso momento e in quel preciso luogo allora va bene (ma la motivazione deve essere davvero forte), altrimenti si tratta solo di uno sfondo strumentale e prevedibile, perché tutti sanno cosa è successo, non ci si possono aspettare colpi di scena, e soprattutto sono cose già viste centinaia di volte. Tantopiù se l'autore in quegli anni era giovane e approfitta dell'ambientazione per rimpiangerli.

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lunedì 4 agosto 2014

Il meglio di Five Tips: story e backstory

I consigli di scrittura in pillole di oggi parlano della storia del personaggio, quella che viene raccontata nel libro ma anche quella che non viene raccontata. I manuali di scrittura americani insistono molto sull'importanza di avere una backstory: ogni personaggio, o almeno i protagonisti, a loro detta, dovrebbe avere un passato che lo renda interessante a 360 gradi. Ed è così che sempre più spesso in un punto più o meno avanzato del libro viene fuori un flashback, o un dialogo rivelatore, che mostrano al lettore l'evento traumatico nel passato del personaggio. 
Ma siamo sicuri che questa sia davvero la strada giusta? Che basti un momento narrativo a fare un personaggio. Noi la pensiamo diversamente, riteniamo ogni personaggio portatore di una verità, ed è quella che lo scrittore deve tirare fuori. Ecco allora i nostri In & Out di oggi.

Il trauma infantile. Out, soprattutto quando invece che dare profondità al personaggio lo appiattisce, tendendo a spiegare ogni sua caratteristica con un solo, unico evento che gli ha cambiato la vita. Anche perché, del resto, di traumi infantili ognuno ha i suoi e non è il caso di giudicare qual è il più grave.


Il prologo-backstory. In, ma con qualche riserva. Quando la backstory non è una sorpresa che spunta fuori a spiegare tutto ma il motore stesso della storia, ed è dichiarata fin dall'inizio, allora va bene. Naturalmente, il patto è che poi ci sia coerenza con l'evolversi della trama, e che il prologo non sia solo un trucco per tenere il lettore agganciato con un mistero che poi non porterà a niente.


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venerdì 1 agosto 2014

Farsi letteratura: il corso di scrittura del Quadrotto a Roma

Abbiamo già parlato di Farsi letteratura, uno dei corsi attivi nel programma di Didattica al Quadrotto. La novità è che, dopo diverse edizioni con la formula del corso a distanza, da settembre il Quadrotto apre le porte della propria redazione per il corso dal vivo di scrittura narrativa e poetica.

Il corso è rivolto a tutti coloro che intendono prendere consapevolezza delle proprie potenzialità e, perché no, fare della scrittura un mestiere. Farsi letteratura si articolerà in 7 lezioni da 2 ore l'una, per un totale di 3 settimane, durante le quali verranno affrontati tutti i punti chiave per la scrittura di un romanzo o di un racconto, ma soprattutto si cercherà di affinare metodi e strumenti per diventare degli autori. Il corso prevede anche esercitazioni, da svolgersi individualmente, grazie alle quali, al termine delle 3 settimane, i corsisti avranno raccolto materiale per la stesura della loro opera, e gli editor del service editoriale il Quadrotto resteranno a disposizione per consigli e consulenze.

Questo il calendario e il programma del corso:

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