mercoledì 6 maggio 2015

La crisi dell'editoria italiana: tra grandi agglomerati e piccole imprese che vacillano, l'innovazione paga.

Era stato annunciato proprio al Salone Internazionale del Libro di Torino nell'anno passato durante la classica disamina dei dati Aie (Associazione Italiana Editori): la crisi dei piccoli e medi editori e la formazione di grandi agglomerati editoriali.
Queste previsioni, per quanto catastrofiche, si sono in parte avverate, nonostante lo scetticismo degli allora presenti.
Si stanno muovendo degli accordi tra le grandi case editrici: Mondadori ha avanzato una proposta di acquisto per Rcs Libri (Rizzoli) e Messaggerie, il maggiore distributore editoriale italiano, ha acquistato Pde, arrivando a controllare gran parte del mercato.
Per quanto riguarda le piccole imprese la situazione è piuttosto critica, perché il mercato si è molto ristretto nell'ultimo quadriennio e probabilmente la vendita di libri continuerà ad essere di segno negativo per i prossimi due anni.
In questa panoramica, con prospettive alquanto buie, c'è una via di uscita? Qualcuno si salva?

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La situazione è alquanto complessa, c'è un buon 40% di piccoli e medi editori che sta vivendo un periodo di crisi e deve trovare le forze per risollevarsi. Un altro 45% che resiste in qualche modo e un 15% che invece sta riuscendo a creare profitto nonostante il calo delle vendite, sfruttando nuove istanze creative e idee innovative.
L'arrivo ipotetico del grande gruppo Mondadori - Rizzoli, però, non sarebbe un elemento di disturbo eccessivo per le piccole e medie case editrici, quanto piuttosto avrebbe ripercussioni negative sugli autori, che perderebbero parte del loro potere contrattuale. Coloro che saranno stati in grado di costruire e coltivare la propria nicchia di mercato, coloro che si baseranno su un target di lettori forti e affezionati e che saranno in grado di crearsi un'identità precisa e definita, in cui i lettori possano riconoscersi, resisteranno a questa crisi dell'editoria italiana.

Anche in questo scenario alquanto complicato dal digitale arrivano notizie positive: nel 2013 la produzione di e-book è cresciuta molto (+43%), come pure la percentuale di persone che leggono in digitale. I dati Aie dicono chiaramente che i lettori di e-book sono aumentati del +18,9% nel 2013, rispetto all'anno precedente.
Il passaggio dell'Iva al 4% a partire da gennaio 2015 potrebbe anche favorire ulteriormente nell'anno in corso l'acquisto di e-book, che sarebbero disponibili sul mercato a un prezzo minore e conseguentemente ad una richiesta più elevata, ci sarebbe anche una maggiore spinta propositiva nella pubblicazione.

Fonti

www.linkiesta.it/crisi-editoria-futuro-2015

Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2014


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